Abbazia di Santa Maria in Silvis
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| Tipologia |
Chiese |
| Indirizzo |
Abbazia di Santa Maria in Silvis |
| Città |
Sesto al Reghena |
| Telefono |
0432-504559 |
| Mappa del luogo |
Nuovo apparato didattico completo del lapidario e pubblicazione del nuovo depliant illustrativo.Il monastero benedettino di S. Maria di Sesto venne fondato verso la metà dell’VIII secolo da una nobile famigli longobarda: l’atto di donazione con il quale l’Abbazia venne dotata di ampi possedimenti territoriali venne sottoscritto a Nonantola (Modena) nel 762. Del complesso originario rimangono attualmente solo i resti di una piccola chiesa ad aula unica triabsidata rinvenuta nel corso degli scavi condotti nel 1987 e 1991 a sud dell’edificio attuale. Il presumibile perimetro delle strutture altomedievali –attualmente reinterrate - è stato ricostruito con laterizi moderni a livello del suolo. Date le ridotte dimensioni dell’edificio si ritiene che non si trattasse pero’ della chiesa abbaziale, da ricercarsi più verosimilmente al disotto di quella attuale.
Alle primitive costruzioni vanno attribuiti i numerosi frammenti lapidei pertinenti all’arredo liturgico recuperati nel corso dei lavori di restauro e in minor misura nel corso degli scavi condotti negli anni Cinquanta e Ottanta-Novanta. Il complesso costituisce uno dei nuclei scultorei altomedievali più consistenti del Friuli Venezia Giulia insieme a quelli di Aquileia, Cividale, Concordia, Rive d’Arcano e Zuglio.
I frammenti, il cui decoro prevalente è a motivi vegetali stilizzati e geometrici, sono ascrivibili a due gruppi principali databili rispettivamente alla seconda metà dell’VIII secolo ed alla fine dell’VIII - inizi IX secolo. Per il gruppo più antico ( nn.1- 9), eseguito probabilmente in una bottega di alto livello, legata alla corte longobarda di Cividale, furono utilizzati soprattutto marmi bianchi greci e lunensi ( di Carrara) di verosimile reimpiego; il secondo (nn.10-20) fu prodotto, forse sul posto, da maestranze locali, con pietra calcarea proveniente in prevalenza dal vicino Cansiglio. Sulla base di uno studio sistematico è stato possibile attribuire i frammenti a varie strutture dell’arredo liturgico: sono attestati un ciborio (baldacchino che sormontava l’altare o il fonte battesimale), vari elementi del recinto presbiteriale (una pergula, un certo numero di plutei e di architravi poggianti su colonnine) e forse un ambone (una sorta di pulpito). Alcuni capitelli appartengono forse al colonnato della primitiva chiesa abbaziale. Per lo più i pezzi sono posti alla presumibile altezza della collocazione originaria; di alcuni elementi è stata proposta una ricostruzione grafica sulla lastra metallica su cui sono fissati. Allo stesso contesto appartiene la cosiddetta urna di S. Anastasia, opera di grandissima rilevanza artistica, oggetto di particolare devozione, attualmente conservato nella cripta. Le recenti analisi hanno consentito di leggervi due successivi riutilizzi: si tratterebbe cioè di un ambone ricavato da un sarcofago di probabile età romana, poi riusato nuovamente come sarcofago per deporvi le reliquie della martire cividalese. Nel corso dei lavori di restauro che hanno interessato i complesso abbaziale vennero staccati numerosi lacerti di affresco collocati sulla facciata del complesso e all’esterno e all’interno della Loggetta: sono stati raggruppati nella Loggetta gli affreschi con gli stemmi per il loro valore di testimonianza storica peculiare, tutti gli altri sono stati collocati sulle pareti Nord e Est cercando di proporre una lettura richiamante la loro disposizione originaria. Particolare rilevanza assume la lunetta (n. 3) con l’immagine di S. Benedetto (sec. XIV) staccata al di sopra della porta di ingresso al complesso, la Madonna col Bambino (sec. XV) eseguita a monocromo (come una sinopia) staccata dall’interno della Loggetta ( n. 1) e l’ampio affresco con la Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo, Giovanni Battista e S.Cristoforo( nn. 2 a-2b: lato Sud esterno della Loggetta). Un gruppo di reperti è esposto sul lato Sud a testimonianza della storia vissuta dall’abbazia nel periodo bassomedievale (XII-XV secolo). L’odierno complesso venne infatti eretto presumibilmente tra il secolo XI e l’inizio del XII: nel XII e XIV secolo raggiunse il suo massimo sviluppo grazie alle iniziative degli energici abati , come Ermanno e Ludovico della Frattina ( 1289-1348 ca.) che dotarono la basilica della cripta e di un ricco arredo liturgico fisso. |
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